Silvia Rizzotto: “Nella Legge di stabilità 2017, stop alle liste d’attesa. Se non rispettate, saranno rimossi i direttori generali delle Ulss”.

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“Continuiamo con l’attuazione del programma per il quale i veneti ci hanno scelto. Abbiamo deciso di introdurre nella Legge di stabilità 2017 lo stop alle liste d’attesa in Sanità perché lo riteniamo assolutamente prioritario per i cittadini”. È quanto afferma Silvia Rizzotto, Capogruppo di Zaia Presidente in Consiglio regionale del Veneto, che spiega quanto contenuto nell’articolato all’esame in questi giorni a palazzo Ferro-Fini, a proposito dell’abbattimento delle liste d’attesa in sanità.

“Non abbiamo intenzione di tergiversare oltremodo – prosegue la Capogruppo – considerato il tempo già perso a causa dell’ostruzionismo dell’opposizione in occasione dell’approvazione della legge istitutiva dell’Azienda Zero, che ha di fatto bloccato per mesi l’attività delle commissioni consiliari e ha quindi impedito l’approvazione del nostro Progetto di legge n. 24 sulle liste d’attesa depositato dal nostro Governatore Zaia ad inizio di legislatura. Si intende così colmare un vuoto che fino ad oggi ha causato lunghe lista d’attesa negli ospedali, creando di fatto molta preoccupazione tra gli utenti e costringendo talvolta gli stessi a virare verso la sanità privata. La scelta di intervenire nelle liste d’attesa non era più procrastinabile. Sempre più spesso riceviamo lamentele da parte dei cittadini che ci segnalano criticità alle quali come politica abbiamo l’obbligo di assolvere”. “L’articolo 35 del Collegato alla Legge di stabilità 2017 – puntualizza Rizzotto – prevede che la Regione debba assicurare e monitorare che tutti i progetti rispettino le tempistiche prefissate. Nello specifico: il medico prescrittore avrà l’obbligo, nel caso di prima visita, di attribuire una classe di priorità e ad ogni classe di priorità corrisponderà una diversa tempistica per la prestazione sanitaria. Almeno il 90% delle prestazioni indicate come prioritarie dovranno essere erogate entro i tempi massimi previsti dalla classe assegnata. I direttori generali delle singole Aziende ULSS dovranno elaborare annualmente un documento di analisi e previsione relativo alla domanda di prestazioni ambulatoriali proveniente dai propri assistiti e alla corrispondente offerta aziendale, comprendente anche le strutture private accreditate al sistema sanitario regionale”.  “Vengono inseriti – sottolinea la Capogruppo – anche dei criteri di metodo e controllo che non permetteranno errori o mala-gestio da parte di chi amministra le singole ULSS. In caso di negligenza da parte del direttore generale, quest’ultimo sarà rimosso. Stessa sorte toccherà agli enti privati accreditati nel caso in cui vi fosse l’accertamento del reiterato mancato rispetto di quanto previsto dal presente articolo. Viene anche regolamentato il volume di prestazioni ambulatoriali erogate dal professionista in libera professione, che non potranno superate il volume di prestazioni erogate in regime istituzionale”. “Infine – conclude Rizzotto – le strutture dovranno essere aperte per almeno tre giorni la settimana fino le 23.00 e dalle 8.00 alle 12.00 la domenica e i giorni festivi; inoltre, i direttori generali delle singole ULSS dovranno, se richiesto, ricevere i propri utenti almeno un giorno la settimana, dandone pubblicità attraverso il sito istituzionale dell’Azienda”.

Venezia 15/12/2016

Fonte:
http://www.consiglioveneto.it/crvportal/pageContainer.jsp?n=80&p=80&c=5&e=88&t=1&idNotizia=31540

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