Quando l’animale aiuta i senior a rimettersi in gioco

Gli animali son creature di questa terra… Sono esseri viventi che hanno capacità di amare e di soffrire e quindi dobbiamo trattarli proprio come fratelli, come fratelli minori.
(Margherita Hack – Astrofisica italiana)

In questo spazio desideriamo promuovere alcune riflessioni inerenti il rapporto uomo-animale nel contesto quotidiano e terapeutico. Facciamo parte dell’associazione La Terra di Hope che, nel territorio del veneziano, si occupa da diversi anni di Interventi Assistiti con gli Animali, nello specifico con cani e cavalli.

La nostra esperienza ci ha portato a considerare come la presenza di un animale in diversi contesti, tanto in quello domestico quanto in quello socio-sanitario, abbia a diverso titolo effetti positivi. Cercheremo di unire gli aspetti empirici con quelli più scientifici che emergono nelle ricerche svolte in questo ambito, consapevoli dei limiti metodologici di alcuni studi.

Sono molti gli animali che hanno accompagnato l’uomo durante il suo percorso evolutivo ma il cane, il gatto ed il cavallo sono quelli con i quali egli ha instaurato un legame non solo utilitaristico ma anche di tipo affettivo ed emotivo.

Sono ormai migliaia di anni che gli animali sono compagni della nostra vita, ci sono tracce di questa relazione ancestrale nelle pitture rupestri ad esempio in Francia e in Spagna. Si parla quindi di una relazione millenaria che, ancora oggi, a diverso titolo porta vari benefici. Gli animali che in genere sono stati al nostro fianco sono stati utilizzati in diversi modi, inizialmente (e ancora oggi) come fonte di cibo, e anche come mezzi agricoli, compagni nella caccia o nella gestione di mandrie o greggi, guardiani delle nostre proprietà e oggi sono sempre più diffusamente considerati compagni di “giochi” e della vita quotidiana.

Sebbene inizialmente i benefici di questa relazione sono stati relativi alla sopravvivenza dell’uomo, oggi la ricerca ha ampiamente dimostrato che gli effetti di questa relazione sono positivi e profondi.

Si sente parlare molto di pet-therapy, ma questo è un tema che esula dal presente articolo e sarà trattato successivamente, tuttavia, è doverosa una precisazione per evitare confusioni. Il termine generico pet-therapy, più precisamente IAA (Interventi Assistiti con gli Animali), si riferisce ad interventi di tipo terapeutico, riabilitativo, educativo e ludico che si avvale dell’ausilio di un animale e devono essere condotti da professionisti formati e da animali con una preparazione specifica. Gli animali che abbiamo in casa hanno indubbiamente degli effetti benefici, ma questi non sono ricercati intenzionalmente e i nostri amici quadrupedi o alati non sono dei terapeuti.

Torniamo ai nostri amici animali nel contesto domestico e proviamo ad osservare la situazione dalla prospettiva di che sceglie di avere in casa un amico a quattro zampe.

Un animale ha bisogno di essere nutrito e accudito, e scegliere di averne uno richiede la consapevolezza di queste necessità. Quando si parla di accudimento non ci si riferisce solo all’accudire in termini di nutrire e pulire, ma anche di dedicare tempo e spazio a questa relazione. Se sapremo accudire il nostro amico a quattro zampe saremo in grado di entrare in una dimensione relazionale più ricca e più complice.

Sembrerà ripetitivo, quasi noioso e forse anche banale è fondamentale che il nostro amico mangi. Per fare questo è necessario pensare a che dieta fargli seguire, magari su consiglio di un veterinario o ci si può confrontare anche con chi ha già esperienza di un animale in questo senso. Quindi bisognerà uscire di casa per andare dal veterinario e poi nel negozio per comprare il cibo e tutto quello che serve e poi tornare a casa e prepararlo. Tutto questo ha il vantaggio di favorire e mantenere le relazioni con gli altri esseri umani nel contesto di vita quotidiana. Ma il nostro amico a quattro zampe ha anche bisogno di uscire, è quindi necessario andare al parco o all’aperto e fargli fare una bella passeggiata e magari sedersi su una panchina soleggiata. L’effetto positivo sarà quindi sia per l’animale sia per il proprietario, che magari si ritroverà a camminare più del solito e a chiacchierare con chi come lui/lei è fuori per lo stesso motivo. Indirettamente gli animali possono aiutare i Senior a ridefinire le routine della propria giornata e ad uscire di casa compiendo un misurato sforzo fisico.

La presenza di un animale riempie la casa e riduce il senso di solitudine. Quante volte è capitato di sentire o di dire a qualcuno “devo tornare a casa perché Pancho deve mangiare” oppure ancora “tutte le volte ritorno a casa Molly è dietro la porta che mi aspetta e fa le fusa”. La presenza di un animale ha quindi come effetto positivo anche quello di dare un ritmo alla giornata e più in generale nel vivere la ciclicità stagionale.

I nostri amici sono anche portatori di buonumore, quanti di noi non hanno riso per una cosa buffa che hanno visto fare ad un animale? Il gatto di casa che mentre siamo intenti a leggere un libro si sdraia esattamente sulla riga che stiamo leggendo, oppure il cane che dopo aver svuotato il cestino delle immondizie ti guarda con occhi languidi come se non fosse stato lui, e ancora il pappagallo che dopo aver imparato numerose parole, alcune poco educate, le ripropone in presenza di ospiti?

Agli animali si parla, si legge, si confidano le preoccupazioni e le tristezze e loro sono lì, silenziosi ad ascoltare e partecipi delle emozioni umane, e non solo, spesso danno una risposta. Ci è capitato spesso di sentire proprietari di animali riferire che quando erano tristi il loro cane o il loro gatto si comportava in un determinato modo, magari appoggiando il muso sulle loro gambe.

Gli animali sono in grado di leggere le nostre emozioni, perché sanno leggere le nostre movenze, percepiscono le variazioni della nostra voce e leggono la nostra comunicazione non verbale.

Tutto questo trova riscontro in diverse ricerche nazionali ed internazionali che hanno dimostrato come l’interazione con gli animali abbassi la frequenza respiratoria e cardiaca, riducendo quindi il rischio di malattie cardiovascolari. Inoltre sembra avere effetti benefici anche sull’ansia, depressione e isolamento sociale. Chi interagisce con un animale, infine, è più socievole e aperto agli altri e presenta livelli di stress inferiori rispetto a chi non ha animali.

Dott.ssa Valentina Notari
Psicoterapeuta ad orientamento psicodinamico specializzata in Riabilitazione Equestre e Interventi Assistiti con gli Animali.

Dott.ssa Fiorenza Scagnetto
Presidente e Responsabile del centro di Riabilitazione Equestre e Interventi Assistiti con gli Animali “La Terra di Hope” (www.laterradihope.it).